Alta Fedeltà

 

ovvero...
Comunico Ogni cosa Nella testa Ci sia: Incontri,persone e personaggi, Tuffi al cuore e nodi in gola, vita, musica e Amore.
Concita De Simone
Tra musica, cultura, amore, fede e solidarietà. Simpatica per natura, comunicativa per professione, ironica e appassionata per scelta...
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lunedì, 05 maggio 2008
 

Intervista esclusiva a Zdnek Zeman

di Concita De Simone

....Tanto schietto da risultare burbero, mister Zeman, il tecnico boemo oggi 61enne, è uno che ha letteralmente speso la sua carriera per salvaguardare il gioco del calcio, pagando di persona la sua lealtà. Come nel clamoroso caso delle denunce di doping, iniziate nel 1998, con una metafora -“Io vorrei che il calcio uscisse dalle farmacie e dagli uffici finanziari”- e finite con un processo conclusosi nel Marzo 2007 con la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato l'assoluzione, in Appello, degli imputati Agricola (medico sociale della Juventus) e Giraudo (dirigente della medesima squadra) dalle accuse legate al doping e che però ha annullato la sentenza di assoluzione, sempre pronunciata dalla Corte d'Appello, riguardo l'abuso di farmaci. Ma il reato era ormai prescritto e non è stato quindi istruito un nuovo processo.
 
Non solo Lazio (1994- 1997) e Roma (1997-1999) ma anche Foggia, Parma, Messina, Palermo, Napoli, Salernitana, Avellino, Lecce e Brescia nel suo curriculum di allenatore. Poche grandi vittorie nel palmares, ma molte soddisfazioni, con un modulo (il 4-3-3) preso a modello da tanti altri allentaori. Giocare bene e far divertire il pubblico, perchè: “Non c’è nulla di disonorevole nell’essere ultimi. Meglio ultimi che senza dignità”.
 
Ed eccolo Zeman, tanto sintetico nelle sue risposte, quanto efficace e tagliente. Uno che va letto oltre le righe, coerente con se stesso e con il personaggio che conosciamo.
 
Zeman, lei è il mister del 4-3-3, la tattica del pressare la palla e coprire gli spazi. Che effetto le fa sapere che questa tecnica di gioco è applicata anche in campi insospettabili come la politica o la vita di un’associazione come le Acli?
Sono delle cose diverse. Il calcio e un gioco. E nel calcio ci sono due fasi, una  offensiva e l’altra difensiva. E siccome é difficile costruire qualcosa, è piú facile stare lì a difendersi.
Lei è un fautore dell’organizzazione che domina sull’improvvisazione. Quanto penalizza il contrario?
E’ una cosa comune. Cioè, si fanno le cose con molta superficialità, perche, magari, ci sono altri interessi sotto. Nel calcio bisogna cercare di far partecipare tutti. Anche se oggi é un gioco sempre piú individuale.
 Quanto la ha infastidito rendersi conto che gli interessi economici prevalevano anche nel gioco del calcio?
E’ giusto, visto che c’e’ tanto interesse, tener conto dei soldi il problem ae’ di coem vengono tulizzato e eprche
 Si può parlare di etica del lavoro nel calcio e qual è?
Nel calcio l’etica è il saper stare in gruppo, rispettare i ruoli e rispettare anche il pubblico, i tifosi.
10 anni fa lo scandalo del doping e alcune sue dichiarazioni forti, precise e compromettenti. Ma nella vita, secondo lei, vincono i furbi o gli onesti?
Vincono i più bravi, e questi devono essere onesti, senno non sono bravi.  
“La popolarità del calcio si deve al fatto che in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma oggi il calcio è sempre più un’industria e meno un gioco”, lei dichiara nell’homepage del suo sito. Il calcio e, più in generale lo sport, può essere ancora un valore?
Quella è una frase di qualche tempo fa. Oggi si vedono sempre meno bambini con il pallone per la strada. Si vedono sempre meno bambini con il pallone per la strada. Ecco, si spendono tanti soldi, ma si fa poco per creare possibilità e strutture per i bambini. Comunque, sì, può essere un valore, perché si imparano tante cose utili per la vita, come la socializzazione, il rispetto delle regole. Finché non imparano qualcos’altro…
Lei crede in Dio?
Sì. Sono cattolico. Ma non ho mai pregato per le partite, non si prega per queste cose, ma per ben altro.
Esattamente 40 anni fa arrivava per la prima volta in Italia? Come vede il fenomeno dell’immigrazione oggi?
Io sono arrivato e avevo dove stare, mi ospitava mio zio, in Sicilia, ma se non avessi avuto parenti in Italia sarebbe stato difficile. Oggi si viene qui senza prospettive, e ci si ritrova facilmente nell’illegalità.
fedelmente postato da concita | 17:17 | commenti (1) | link |


domenica, 27 aprile 2008
 

Parlare di Roma con Luca Barbarossa e della Roma con Zeman. Nella stessa giornata.
Capita anche questo ai freelance. O, per lo meno, a me.

Con Luca ho fatto  una bellissima chiacchierata, ma a parte gli scorci capitolini, la cosa che mi rimane più impressa è la sua "alta fedeltà" per la moglie: "Come dice sempre il mio amico Enrico Ruggeri, sono un cantante “trasgressivo” perché ho una sola moglie da molti anni e con lei ho fatto 2 figli!".

Zednek Zeman (che leggerete on line solo dopo averlo pubblicato sul giornale delle Acli di Roma), è davvero un personaggio. Alla fine dell'intervista, mi sono permessa un: "Signor Zeman, mi permetta di dire, lei è di poche parole ma quando parla colpisce, eh?!?". Tanto essenziale quanto arguto, ha una profondità di pensiero davvero di alto profilo filosofico.

Un esempio su tutti:
Domanda:
10 anni fa lo scandalo del doping e alcune sue dichiarazioni forti, precise e compromettenti. Ma nella vita, secondo lei, vincono i furbi o gli onesti?
Risposta: Vincono i più bravi, e questi devono essere onesti, senno non sono bravi.

Alta fedeltà al suo stile. E la coerenza, a questo mondo, sta diventando merce rara.

fedelmente postato da concita | 20:04 | commenti (3) | link |


giovedì, 17 aprile 2008
 

"Perchè ridi?" Mi chiedeva oggi Eugenio Bennato mentre lo intervistavo.

Naturalmente aveva capito che non ridevo di lui. La mia era un'espressione di approvazione per quello che stava dicendo. Gli avevo chiesto di parlarmi della canzone "Ballata di una madre" e lui mi h spiegato un  inno alla vita, che tutti hanno diritto ad averla, anche quelli che devono ancora nascere.

Gli ho risposto che ridevo perchè ero compiaciuta per la risposta, che anch'io ci credevo, che ero cattolica.
Che strano e bello spiattellarlo così, tra una taranta e l'altra.

Dopo mi ha portato a sentirla, perchè gli ho confessato che non l'avevo ascoltata (visto che il disco me lo hanno fatto avere durante l'intervsta stessa).
Ci teneva che l'ascoltassi bene e mi ha chiesto cosa ne pensassi. E su myspace gli farò sapere che ne penso di tutto il disco.

Bel feeling, insomma. Sarà perchè dopo che me l'hanno presentato ho scherzato sul mio cognome che rivelava le comuni origini campane e gl ho detto che il mio motto è "Ho il sud dentro", che a uno che canta e incide "Il Grande Sud", pensavo potesse far piacere!

Per il resto, a parte che sta cambiando il Governo e che a Roma dobbiamo fare il ballotaggio, ho fatto, nei giorni scorsi una riflessione:
perchè noi donne siamo diventate così ciniche? Il mio cinismo è forse frutto di un'ironia esasperata? Perchè sono sempre in attacco per non dovermi difendere?

fedelmente postato da concita | 22:16 | commenti (1) | link |


giovedì, 10 aprile 2008
 

pranzo conciliazione

Ecco qua, questo è il mio pranzo di oggi.
A parte il riflesso del mio brillocco, si notano le proporzioni delle porzioni: 2 piccole vaschette di alluminio con, da un parte, insalata di riso condita con carote, olive e mais, e dall'altra insalata verde con un paio di pezzetti di pomodori, qualche olivetta verde e 3/4 chicchi di mais.

In mezzo lo scontrino. "Antico caffè San Pietro dal 1775 srl - via della Conciliazione, 40 ecc. ecc.". Altro che "conciliazione"!

All'importo - se non si leggesse bene ci tengo a dirlo io-  c'è scritto:
contorno (l'insalatina verde)              6.00 euro
piatti freddi (l'insalata di riso)            8.00 euro

Cioè, ho speso 14 euro per la roba di cui sopra! Ho speso 6 euro per un mini porzione di insalata!
Ah, che ingrata, a onor del vero, mi hanno anche dato 2 forchette di plastica e 3 tovaglioli di carta.
Ma meno male che non mi sono fatta dare l'acqua e il pane. Non oso immaginare quanto facciano pagare una bottiglietta di minerale a due passi dal cupolone...

fedelmente postato da concita | 21:11 | commenti (3) | link |


sabato, 05 aprile 2008
 

Ieri sera, con Gl, passegiata tra Campo dei Fiori, Piazza Navona e Pantheon.
Mentre Roma ci regalava un bel vento fresco e orde di turisti francesi.

Un anno fa, esattamente un anno prima, noi due e la stessa passeggiata.
Mentre Roma ci regalava un grande amore e nuovi sogni.

La cosa più romantica è stata trascinarlo in un mini lento a piazza Farnese, mentre sulla facciata dell'edificio dell'amabasciata proiettavano le immagini di un documentario su Anna Magnani (per il centenario della nasciata). Colonna sonora di un Roma che sa sempre regalarti stupore.

E mentre il grande paparazzo Rino Barillari si aggirava a caccia di volti noti, io ho incontrato casualmente padre Daniel Ange, monaco contemplativo fondatore della scuola di evangelizzazione Jeunesse Lumière, un tipo tanto carismatico quanto bizzarro, che avevo conosciuto in trasmissione il giorno prima.
Gli ho presentato Gl e mi ha dato un gran pacca sulla spalla, benedicendo, a modo suo, il nostro amore.

L'ho convito anche ad entrare a S. Agnese in Agone, in piazza Navona, almeno per una preghierina. E qui ho presentato Gl - sempre un po' refrattario davanti a preti&Chiese - (ne avrà conosciuti più in questo ultimo anno che in tutta la sua vita...), a un mio ex... padre spirituale, don M.P., con cui ho condiviso un pezzo importante di vita.

E se un anno fa, a quest'ora (anzi, alle 11:04), su queste pagine di blog, scrivevo di quanto fosse bello "aspettare il primo bacio", oggi (che tra l'altro si celebra il matrimonio di G&D... auguri!), scrivo di quanto sia emozionante aspettare LA FATIDICA PROPOSTA.

Il resto è tutto racchiuso in quell'abbraccio interminabile di ieri sera...


 

fedelmente postato da concita | 09:24 | commenti (4) | link |


lunedì, 31 marzo 2008
 

"Il nostro stato emotivo è l’estasi.
Il nostro nutrimento è l’amore.
La nostra dipendenza è la tecnologia.
La nostra religione è la musica.
La nostra moneta è la conoscenza.
La nostra politica è nessuna.
La nostra società è un’utopia che sappiamo non sarà mai.
Potete odiarci. Potete ignorarci. Potete non capirci. Potete essere inconsapevoli della nostra esistenza. Possiamo solo sperare che non ci giudichiate, perché noi non vi giudicheremo mai.
Non siamo criminali. Non siamo disillusi. Non siamo dipendenti dalla droga...
".

Questo è un estratto del Manifesto dei Ravers, che si legge qui.

No, non ho smesso di frequentare l'Auditorium o i jazz club, ma recentemente mi sono aperta al mondo dei ravers per dovere di cronaca.

Ho raccolto la storia di un ravers. 28 anni, amico di un mio diciamo "collega".
D. : d puntato, come il suo nome. D come delizioso. Un ragazzo disponibile, schietto, alla mano.
D come droga. Sì, quella che si è preso fin da piccolo ai primi rave cominciati a frequentare alle medie. Quella che gira ancora oggi (e non ho capito se ne faccia ancora uso o no) ai rave che organizza lui.

D come dopotutto... Dopotutto, se per ballare nei locali devi spendere un sacco di soldi, che male c'è ad andare ai rave che costano poco e balli&bevi quanto ti pare?
Dopotutto... cioè quando alle 5 stai fatto e un locale normale chiude, tu mica puoi andare in giro così, no? E allora è meglio starsene al rave e smaltire la sbornia o l'esaltazione da droghe varie...

D. come disarmante la lucidità con cui mi raccontava queste cose.

E mentre parlava e spiegava, tutto compiaciuto, come funzionano i rave, chi e cosa c'è, ecc., io non provavo giudizi, anzi, mi stava e sta pure simpatico.

Mi chiedo: in che pianeta sono cresciuta?
Io, persino in terza media non potevo ancora andare - di pomeriggio- al Mc Donald's piazza di Spagna con la metro.
La scuola era vicino casa, 350 metri a piedi e non avevo necessità di prendere i mezzi.
La mia vita pomeridiana si svolgeva tutta nel quartiere: parrocchia, piscina, casa di F. per fare i compiti e poco altro.

In quarta ginnasio confesso di essere andata un paio di volte in discoteca di pomeriggio, all'insaputo di mia madre.
La prima volta mi fecero sulla mano un timbro all'ingresso... Che paura! Come giustificarmi?

Il massimo della trasgressione fu andare al bowling all'Acqua Cetosa e tornare mezz'ora dopo le 20, che scontai con svariati giorni di clausura.

Poi andò progressivamente meglio. Ma il progresso, comunque, fu lento. Basti pensare che a 16 anni, in prima liceo, il sabato sera potevo tornare al massimo alle 23.30.

Dei genitori di D. so solo che all'inizio si preoccupavano. Adesso lui vive ancora a casa con i suoi. E chissà se hanno smesso di chiederli "a che ora torni?"...

Mia madre ancora me lo chiede. Anche quando esco con Gl, che ormai è accasatissimo da me.

Ma io non mi permetto di fare paragoni sulle reciproche educazioni ricevute.
E i ravers c'erano pure ai miei tempi. Solo che io non li frequentavo.

Che i giovani non siano solo quelli delle parrocchie (il che, lo so da sola, non è sempre sinonimo di garanzia), insomma, l'ho sempre saputo.

E allora? Cos'è che ancora mi agita?

fedelmente postato da concita | 17:39 | commenti (3) | link |


giovedì, 20 marzo 2008
 

Bella scoperta.

(Adnkronos Salute) - Altro che oppio dei popoli. Secondo uno studio firmato da un team di ricercatori della Paris School of Economics sembra che nella religione si celi uno dei segreti della felicità. I credenti, infatti, sarebbero più abili nel fronteggiare shock e traumi legati, ad esempio, a un licenziamento o un divorzio. Almeno secondo i dati relativi a migliaia di cittadini europei, presentati alla conferenza della Royal Economic Society, in corso all'University of Warwick (Gb), dal team diretto da Andrew Clark, della Paris School of Economics. Numeri che rivelano come chi crede sia, in generale, più soddisfatto della vita.

Clark e Orsolya Lelkes dell'European Centre for Social Welfare Policy and Research hanno usato le informazioni di uno studio sulle casalinghe, per confrontare le attitudini di cristiani cattolici e protestanti in tema di felicità e problemi della vita, come ad esempio la disoccupazione. E confrontarle con quelle di persone non religiose. Ebbene, sembra che la religione possa offrire un 'cuscinetto' protettivo contro le delusioni della vita. "Abbiamo iniziato a lavorare sul perché alcuni Paesi europei avessero benefit più generosi per i disoccupati - racconta Clark alla Bbc online - ma la nostra analisi suggerisce che le persone credenti risentano meno delle insidie psicologiche dovute alla mancanza di lavoro, rispetto a chi non crede. E sono anche più soddisfatte della propria vita". Inoltre, nonostante questo gruppo si opponga più strenuamente ai divorzi, a livello psicologico risente meno di una separazione, quando questa si verifica. Insomma, è come se le persone religiose sperimentassero piccole ricompense quotidiane, che le aiutano a fronteggiare i problemi di ogni giorno.

I ricercatori avvertono, comunque, che a regalare il sorriso ai credenti potrebbe contribuire anche uno stile di vita peculiare, basato su un nucleo familiare stabile e sulla costruzione di relazioni solide.

Non so quanto sia prestigiosa questa Paris School of Economics, ma voglio sperare che non ci abbiano messo tanto a fare questa indagine, perchè sarebbe bastato un click sui blog cattolici per rendersene conto.

Non ho mai pensato di definire la mia fede un "cuscinetto". Cuscinetto ci chiamo quella rotondità sulla coscia sinistra.

Ma che la preghiera, il raccoglimento, il discernimento guidato dalla fede mi dessero serenità, sì, certo.
Tant'è che quando mi sento più inquieta è prechè mi sento anche più stanca dentro.

"La vita è felicità. Meritala", diceva già in maniera molto laica (Santa) Madre Teresa di Calcutta che chissà se la conoscono questi della Paris School of Economics.

In un Paese come il nostro, dove, purtroppo, la felicità è associata al potere d'acquisto, e ci si va a meritare la felicità più nel Lichtenstein che a Lourdes, questa della Scuola di Economia di Parigi, potrebbe davvero essere una scoperta sensazionale per tanti miscredenti spendaccioni.

E allora, in questi giorni di triduo pasquale, tempo di meditazioni e penitenza, tutti si meritano una preghiera per la felicità.

E io resto ottimista non solo per natura, dunque, ma anche per fede, perchè per me c'è sempre una Speranza superiore.
Magari al "settimo piano" in Rai.

ps. E tu, Gl, tanto amore mio che oggi compi 3... anni, quand'è che vorrai consacrare la nostra felicità?

 

fedelmente postato da concita | 08:59 | commenti (1) | link |


venerdì, 14 marzo 2008
 

locandina del film COME SPOSARE UN MILIONARIOC'è una domanda che mi gira da un po' nella testa: "Come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro?".

Ma poi, ecco la soluzione: "Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun'altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo".

Non c'ero io a Tg2 Punto di Vista di ieri, ma, visti i complimenti per il sorriso, la risposta mi calza a pennello!

No, no, qui c'è poco da scherzare. La colpa è mia - e di tutti quelli che si sono indignati- che non abbiamo abbastanza humor o è di Silvio Berlusconi, così sfacciatamente sfrontato?

Certo, anche Mariyin Monroe ci aveva spiegato "Come sposare un milionario"... e invece noi precarie ancora non c'abbiamo capito niente, eh?

In un momento come quello che viviamo, insomma, vale ancora l' "essere ricchi dentro", come hanno insegnato a noi ragzze cattoliche?
O è meglio cercarsi un "ricco fuori" che dentro ha solo "un buon partito"?

Ps. Gl, amore mio, tu sei super partes, non ti preoccupare!

Ps2. Ma la Toffanin, fidnzata cn Piersilvio, se non erro, che ne pensa che il suocero l ha dato dell'opportunista?

fedelmente postato da concita | 10:57 | commenti (1) | link |


sabato, 08 marzo 2008
 

L'essermi "politicamente impegnata" sul blog, mi spinge a dire qualcosa proprio oggi, 8 marzo, festa della donna.

Non sono una femminista, ma sono per la femminilità.

Non ho mai amato le uscite di sole donne, anche a costo di risultare impopolare tra le mie amiche.

Non sono contraria alla legge 194 ma sono per la tutela della maternità (e, personalmente, contro l'aborto).

Non mi garba il servizio sulla "pillola del giorno dopo" che ho visto ieri sera a Le Iene, dove i medici obiettori apparivano dei cattivi che non fanno bene il proprio mestiere.

Non sopporto l' "ideologia di gender , chi vuole fare la "rivoluzione di genere", nè chi vuole cancellare le differenze tra uomini  e donne. Le identità maschili e femminili non possono essere liquide, confuse. Mi preoccupa che ognuno sia libero di scegliere arbitrariamente la propria identità sessuale, a prescindere dalle evidenze biologiche.

Non mi piace questa tendenza che minaccia e mette in questione particolarmente la figura della madre e del padre, e di conseguenza l'istituzione del matrimonio eterosessuale e la famiglia biparentale, spalancando la porta all'avvento di una società asessuata, senza uomini e senza donne.

Non è libertà il superamento dei vincoli naturali: è solitudine.

Non penso affatto che le conquiste per le donne si siano esaurite con il secolo scorso. Certo, il Novecento c'ha dato tutela, diritti e opportunità. Il voto alle donne del giugno 1946, la legge di tutela della maternità 1204 del 1971, la 125 del 1991 sulle pari opportunità, la 215 del 1992 sull’imprenditorialità femminilità Ma è una “rivoluzione incompiuta”.

Non si possono ignorare le varie difficoltà: della conciliazione dei tempi del lavoro e della famiglia, dell’esprimere liberamente attitudini, professionalità e competenze, di arrivare a incarichi prestigiosi per motivi di merito. Per non parlare dei Paesi dove le donne non vengono considerate neanche "essere umani".

Buon 8 marzo a tutte e a tutti... e a "tutt".

fedelmente postato da concita | 11:02 | commenti (1) | link |


giovedì, 06 marzo 2008
 

Alta Fedeltà: la politica e la città (di Roma)

Questo è come l'Ansa ha riportato una cosa cui ho assistito personalmente stamattina:

VATICANO: OPERAZIONE ANTI-AMBULANTI DELLA POLIZIA
(ANSA) - CITTA’ DEL VATICANO, 6 MAR - Nuova operazione anti-ambulanti abusivi della polizia italiana oggi in Via della Conciliazione. Le forze di sicurezza hanno inseguito e fermato alcuni delle decine di extracomunitari africani che vendono le loro mercanzie sotto i propilei e lungo la grande arteria che dal Vaticano porta al lungotevere. Quasi ogni giorno, nonostante le lamentale vaticane e i ripetuti interventi della polizia, si crea una specie di mercato abusivo proprio a ridosso
di piazza San Pietro. ’Occorrerebbe fare una campagna di sensibilizzazione con i turisti e con gli italiani perche’ evitino di comprare prodotti contraffatti dagli ambulanti’, ha osservato un vigile. ’Dietro a questo commercio - ha aggiunto - vi e’ un giro malavitoso. Ma purtroppo, ad essere fermati, sono
solo i pesci piccoli’. (ANSA).


La cosa si è svolta a Vicolo dell'Inferriata, proprio sotto la
redazione Rai dove lavoro.

A un certo punto, verso mezzogiorno, abbiamo sentito il classico fischietto dei vigili e io mi sono subito subito preoccupata della macchiana che avevo parcheggiato impunemente lì sotto.
Poi, però, abbiamo sentito urlare e ci siamo affacciati.

La scena era un gruppetto di immigrati, con tanto di merce abusiva, che sfuggivano a una squadra di vigili. Ma non solo volate solo urla. Abbiamo visto anche violente spinte e non voglio dire "pestaggi".

Un nordafricano è finito a terra. E ci è rimasto parecchio.

Nel frattempo io sono accorsa sul posto. Più che altro per la mia macchina: tutti quei vigili insieme erano davvero pericolosi.

Ho attraversato il tumulto, mentre una telecamera che spuntava dalla finestra di Anno zero, subito tacciata, riprendeva la scena.

Provavo una sensazione ambivalente: da una parte il desiderio di salvarmi da una multa; dall'altra il desiderio di difendere quegli immigrati. In mezzo, i vigili.

Lo so, gli ambulanti abusivi sono illegali, quelle borse di Prada gialle sono false, quegli occhiali di Gucci idem. Ma quelli, appunto come dice il vigile all'Ansa, sono "pesci piccoli" e non c'è bisogno di menargli.

In un Paese civile come il nostro, è possibile assistere ancora a queste scene?

fedelmente postato da concita | 15:32 | commenti (6) | link |


lunedì, 03 marzo 2008
 

Alta Fedeltà: la politica e la città (di Torino)

TORINO: BADANTE TROVA PORTAFOGLIO E LO RESTITUISCE, PROPRIETARIO LE REGALA I SOLDI
=

Torino, 3 mar. (Adnkronos) - Un atto di onesta’ ripagato con un gesto di generosita’. La vicenda, accaduta a Pino Torinese, ha come protagonista una badante romena che ha trovato per strada un portafogli contenente 450 euro e lo ha restituito avvisando subito i carabinieri e vedendosi alla fine regalare l’intera somma dal proprietario del portafogli commosso dal suo gesto e dalla sua storia.
La donna che vive con il marito che lavora saltuariamente come manovale, infatti, guadagna 800 euro al mese che invia in Romania per mantenere i due figli minorenni.

La badante ha notato a terra un portafogli da cui usciva una banconota da 50 euro e, per paura di essere accusata di furto, ha subito chiamato i carabinieri decidendo di non andare lei stessa a consegnarlo alle forze dell’ordine. Ai militari la signora ha spiegato di aver subito deciso di dare l’allarme mettendosi nei panni di chi aveva perso il portafoglio e pensando che questa persona avrebbe potuto essere in serie difficolta’ economiche.

Quando ha scoperto come erano andate le cose, il proprietario del portafogli, un medico torinese, commosso da quel gesto ha consegnato l’intera somma in una busta e, dopo aver chiesto di incontrare la badante, gliel’ha consegnata ringraziandola per la sua onesta’.

Mi piace l'idea di segnalare una così buona notizia che ha per protagonista un'immigrata, per di più rumena (che di solito finiscono solo in cronaca nera).

E mi chiedo: in un città come Roma (ma anche come Torino, Genova, Napoli, Catania, Sassari....), chi di noi, trovando accidentalmente a terra un portafogli con 450 euro restituirebbe tutto, senza tenersi i soldi?

 

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giovedì, 28 febbraio 2008
 

Alta fedeltà: la politica e la città (di Sanremo 3)

SANREMO: BRIATORE ATTACCA BAUDO, 70ENNI IN PENSIONE
(ANSA) - ROMA, 28 FEB - ’Organizzare io il festival? Sono troppo giovane, non ho ancora 70 anni’. Con una battuta il team manager della Renault Flavio Briatore risponde ad una domanda sul Festival di Sanremo al centro di forti polemiche per il calo di ascolti e di interesse.
Senza fare nomi ma riferendosi a chi presenta il Festival Briatore intervenuto nella videochat del sito della Gazzetta dello Sport aggiunge: ’Non si puo’ presentare un prodotto come si faceva 20 anni fa. La gente di 70 anni non puo’ piu’ fare strategie. I 70enni devono andare in pensione’.(ANSA).

Spietato Briatore, sì, ma non ha tutti i torti. Con i dovuti distinguo.
Ad esempio, in un Paese come l'Italia, è mai possibile che si debbano invocare a gran voce i candidati premier under 70 - che non sono automatici?

A casa mia, invece, le strategie le fa mia nonna, classe 1935 (che per essere la nonna di una 30enne, lo so, è giovane). E meno male!

fedelmente postato da concita | 18:12 | commenti (3) | link |


mercoledì, 27 febbraio 2008
 

Alta fedeltà: la politica e la città (di Sanremo 2)

SANREMO: TIROMANCINO, SITUAZIONE LAVORO IN ITALIA DRAMMATICA
=
(AGI) - Sanremo, 27 feb. - La situazione del lavoro in Italia e’ drammatica e Sanremo non puo’ limitarsi a proporre canzoni d'amore ma deve prestare attenzione anche ad argomenti che
hanno attinenza con la realtà. Federico Zampagliene-Tiromancino spiega così la ragione che lo hanno indotto a presentare al Festival di Sanremo un brano come "Il rubacuori". E aggiunge: "Purtroppo chi oggi il lavoro ce l’ha puo’ perderlo facilmente, creando innumerevoli problemi
economici"...

(AGI)

SANREMO: FRANKIE, LA RIVOLUZIONE NON VA IN TV/ANSA
(ANSA) - ROMA, 27 FEB - ’La vera rivoluzione, come diceva Gil Scott Heron, uno dei grandi poeti musicali del ghetto, non viene trasmessa in tv. Il pezzo che canto a Sanremo non incita alla
violenza ma al risveglio delle coscienze, perchè‚ si esca da questo momento in cui basta trovare il portone chiuso per rinunciare all’azione. Non dico di sfondarlo ma almeno bussare’.
La presenza nel cast di Frankie Hi-Nrg, il decano dell’hip hop italiano, è una delle novità più sorprendenti del festival di Sanremo di quest’anno. Anche perchè‚ il rapper di Parole di
sangue è ben conosciuto per i contenuti militanti dei suoi testi. ...Il suo appello al risveglio delle coscienze riguarda anche il clima alimentato (politico)... e ’un periodo in cui nessuno rispetta più quello che minaccia di fare, si dicono cose e si cambia idea un attimo dopo, magari dicendo di essere stati fraintesi o dando la colpa ai complotti dei media’...(ANSA).

Insomma, ora le imbeccate politiche arrivano anche dalla Sala Stampa dell'Ariston.

In una città come Roma, invece, centro nevralgico del potere, tra corsi e ricorsi storici e volti nuovi, quali e dove sono le nuove agorà? Sono davvero quelle "virtuali" o conta sempre 'na bbella magnata?

E se i cantanti si mettono a parlare di politica, fanno notizia. Ma se i politici si mettono a cantare fanno ridere. Vi sembra giusto?

E prima che il gallo canti... quanti valori ci saranno ancora da rinnegare per una poltrona?
O quanti galli dovremo sentire cantare in un unico pollaio?

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martedì, 26 febbraio 2008
 

Alta fedeltà: la politica e la città (di Sanremo)

SANREMO: BAUDO, CLIMA POLITICO PUO' INFLUENZARE FESTIVAL
(ANSA) - SANREMO, 26 FEB - Il clima politico influenza il festival di Sanremo: ne e’ convinto Pippo Baudo, che alla conferenza stampa all’Ariston afferma: ’La situazione del Paese e’ quella che e’, non possiamo sottovalutarla. E’ un Paese che si sta preparando a una votazione, un Paese molto teso, lo dimostra il successo delle trasmissioni politiche’.

Per Baudo, in Italia ’tra l’altro c’e’ una politica molto incerta, gruppi politici che si stanno formando, c’e’ una gara in atto molto piena di tensione. Questo - aggiunge - serve a spiegare molte cose, e un festival che arriva in questo momento psicologico puo’ avere dei problemi’.

Anche il direttore di Raiuno del Noce interviene: ’La flessione di ascolto e’ dovuta all’attenzione del pubblico rivolta altrove. Se guardo indietro, ci sono dei parallelismi. Anche nel 2003 il festival temevamo un’interruzione per lo scoppio della guerra, la gente aveva la testa un po’ altrove. O
come nel 1991, con la guerra del Golfo’. (ANSA).

Pensavo che il comico, tra i due conduttori di quest'anno, fosse Chiambretti. Invece anche Baudo non scherza, eh?
Francamente non vedo un nesso tra "la tensione" e il successo delle "trasmissioni politiche".

In un Paese come l'Italia, quanto ci si fa influenzare dalla spettacolarizzazione della politica?

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Alleanze.

In questi ultimi tempi, si sono verificate varie alleanze: sante e non.

Cominciamo dal mio silenzio stampa, che ha avuto origine da quando ho realizzato che, quest'anno, Sanremo me lo sarei visto da casa.
E' fallita un'alleanza che aveva portato un sacco di frutti fino allo scorso anno e un'altra che si era riproposta senza che la cercassi, ma poi non se n'è fatto più niente.


Nel frattempo ne è nata una nuova: troppo presto per dire se sia santa o non. L'ambiente in cui lavoro darebbe adito a collocarla nella prima categoria. Ma non bisogna mai dare niente per scontato.

Santa alleanza quella con la mia cara vecchia associazione. Mi sta consumando gli ultimi sgoccioli di tempo libero in queste ultime settimane, ma poi, ogni tanto mi autoalimento con il gioco di squadra e con le mie brave pr.

Come quelle di sabato scorso con scampoli di classe dirigente del Comune di Roma e future (?) alleanze.

Intanto, ai piani alti, ci sono alleanze che generano crisi.
Per altri, ma non per me, che tanto stavo già giusto un passo dall'altra parte.
Diciamo la parte verso ci si dirigono queste parole...Intelligenti pauca!

In molti poi - e li ringrazio tutti-  si sono chiesti che fine avessi fatto.
Ebbene, è come se avessi stipulato una tacita alleanza con la HBO: sono andata in fissa per una serie tv: Sex & the city.
Mi hanno regalato la 1/6 a Natale, dopo due settimane avevo già comprato la 2 e 3 e l'altra settimana ho ordinato e 4, 5 e 6 ( e se non arrivano entro oggi conosceranno la mia parte peggiore!).

Non ero ma riuscita a vedere tutti gli episodi, ma solo qua e là tanto per farmi un'idea.
Per fortuna me li vedo adesso: se non fossi stata felicemente e fedelmente fidanzata (e soprattutto cresciuta con un'educazione cattolica), i comportanti sessuali delle protagoniste mi avrebbero quantomeno indotta in tentazione.


"In una città come" Roma, è mai possibile desiderare di passare 2/3 dopocena a settimana davanti al dvd, nonostante si abbia accesso anche a Sky (che pago personalmente)?
Evidentemente sì. Soprattutto se si ha un fidanzato ad Anzio (ma resta pur sempre una san(t)a alleanza), che riesci a vedere solo gli altri 3 giorni ( e gli altri 1/2 che avanzano li passi a lavorare).

E come quando guardavo i cartoni animati e mi identificavo nelle protagoniste, anche qui ho cercato di capire a chi fossi più riconducibile.
Per fortuna, in toto, a nessuna! ( E risottolineo "per fortuna"). Mi sento un po' la summa di 3/4.

Creativa come Carrie, bon ton come Charlotte, spavalda e determinata come Samantha.

E, guardando, guardando, mi è venuta una voglia di un'altra alleanza: sarebbe troppo banale un riadattamento nostrano. Non sono andata a cercare, ma sicuramente qualcuno ci ha già pensato (e vari blog, si sa, pullulano di questo).

No, io voglio occuparmi solo di "the city".
Per questo, da oggi, anzi, da questo, nei miei post ci sarà la rubrica "Alta fedeltà: la politica & la città", che fa pure rima.

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lunedì, 25 febbraio 2008
 

ELEZIONI: AAA CERCASI POLITICI, NESSUN REQUISITO RICHIESTO

(ANSA) - ROMA, 25 FEB - AAA cercasi disperatamente politici onesti: lo stipendio e’ tra i piu’ alti del mondo, e’ garantita l’immunita’ penale, non si richiedono requisiti particolari anzi, va benissimo essere privi di ogni capacita’ e, una volta eletti, amici e parenti, potranno godere di benefici.


L’allettante offerta di lavoro e’ contenuta in un lungo annuncio - dai toni palesemente burloni - pubblicato oggi sull’International Herald Tribune da un gruppo di cittadini italiani che invita i potenziali candidati a contattare Lucrezia Marforio al seguente indirizzo mail: rescue.italy@gmail.com.
’Il salario - recita l’offerta - e’ estremamente competitivo (tra i piu’ alti nel mondo) e include benefici ’al di la’ dell’immaginabile’. Viene inoltre garantita l’immunita’ penale.


Una volta eletti - prosegue l’offerta di lavoro - i candidati possono portare con se’ anche amici e parenti ai quali verranno offerte posizioni di primo piano nell’amministrazione pubblica o
nella televisione di Stato
.


Il luogo di lavoro e’ in uno dei quartieri piu’ esclusivi nel cuore della capitale (a due passi da Piazza Navona). Non sono richiesti particolari requisiti (e’ perfetto anche non averne).

Non si chiede di lavorare, eccetto che apparire nei salotti della Tv dove i politici non sono invitati per
rispondere a domande, quanto piuttosto per cantare canzonette popolari con note soubrette’
.
L’indirizzo mail - che si legge nell’annuncio pubblicato sull’Herald Tribune - e’ intestato a ’Lucrezia Marforio’ che potrebbe essere la fusione dei nomi che il ’popolino’ romano, intorno al XVI secolo, diede alle cosiddette ’statue parlanti’, utilizzate dalla gente per esprimere - anonimamente - critiche e motti sulla nobilta’ ed il clero dell’epoca.
’Marforio’ e’ il nome dato ad una statua che rappresenta un uomo barbuto e che si trova davanti al museo capitolino. Con il nome di ’madama Lucrezia’ veniva chiamata la statua che raffigura probabilmente la dea Iside. Il nome di Lucrezia era quello di una nobildonna del XV secolo che, innamoratasi del re di Napoli, regolarmente sposato, raggiunse Roma per chiedere al
Papa di sciogliere quel vincolo matrimoniale. (ANSA).

 

 Mi raccomando, sempre con Alta fedeltà!

Concita è tornata!
E visto che io non scrivo più tanto, ditemi voi... che ne pensate di questo annuncio?
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giovedì, 10 gennaio 2008
 

Chi semina raccoglia.

Non sempre "più grande" equivale a "più saggio": per il "più grande" tocca rassegnarsi, per il "più saggio", ci sto lavorando.
E così, dopo aver seminato evidentemente benino in questi anni, nel giro di 20 giorni ho raccolto, inaspettatamente, due proposte lavorative molto allettanti, senza aver mosso un dito per spedire cv.

La prima sarebbe una novità assoluta: non ha a che fare con radio e tv, nè troppo con il sociale, ma soprattutto, c'è la prospettiva di un contratto a tempo indeterminato. E questa sarebbe la novità più assoluta della mia vita!
A parte questa considerazione venale, si tratta comunque di una cosa nelle mie corde e molto stimolante, frutto di anni di volontariato/parrocchia/oratorio/baby sitting: non devo andare a fare la badante (!), ma il datore di lavoro - una persona alquanto in vista in quel certo ambiente che mi aspetterebbe- mi conosce e stima per questi meriti.

La seconda sarebbe in linea di continuità con quello che già faccio in tv, oltretutto per un programma, direi "cugino", che darebbe finalmente un filo conduttore unico alla mia settimana lavorativa ingolfata, a tutt'oggi, di pensieri diversi. Frutto, insomma, degli ultimi tre anni.

Certo, chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova...

Diciamo pure che non era mia intenzione cambiare 1 lavoro di 2 (cioè, quello alla Rai non si tocca).

In questi giorni dunque, mi sto mettendo in discussione per capire, incredibile ma vero, non più il mio bene, ma il nostro bene.
E quando dico "nostro", intendo mio e di colui con cui vorrei condividere il mio futuro imminente, ovvero Gl.

Se questo blog fosse un fumetto, qui, a questo punto, ci sarebbe un'esplosione di cuoricini.

Se sono rose, fioriranno.

Insomma, meno male che c'è almeno la saggezza popolare su cui fare affidamento.

 

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lunedì, 31 dicembre 2007
 

2007.
L'anno dei miei 30 anni. Ma questo l'abbiamo già detto.

L'anno che mi ha portato il Grande Amore con Gl e pure l'agognato brillocco (sì, come regalo di compleanno/Natale! Un solitario che fa ben sperare a una fulgida vita a 2!).

L'anno che mi ha vista ai microfoni di RadioUno, seppur per 12 puntate.
(Chissà, magari anche l'anno che ha preceduto il mio ritorno a RadioUno. Spero!)

L'anno dei miei interventi al Dopofestival, dei Salottolive, della sfilata di moda multietnica, dei primi copioni: un turbinio di lavori intrecciati, stretti in un unico curriculum.

L'anno in cui il mio blog ha risentito di quanto sopra e si è arricchito di meno pagine.
(ma è come se, al tempo stesso, la mia vita si fosse arricchita di più capitoli!).

2007.
"Anno europeo delle pari opportunità per tutti".
Un anno che si sarebbe dovuto dedicare alla lotta contro le discriminazioni basate sul genere, sulla razza, sull'origine etnica, sulla religione, sulla diversità di opinione, sulla disabilità, sull'età, sugli orientamenti sessuali.
Non sto qui a fare il blob della cronaca nera. Ma mi pare che questa sia (troppo) piena di (tristi) contraddizioni con le buone intenzioni del nostro caro Parlamento Europeo.

Pare che il 2008, sia stato proclamato come l'Anno europeo del dialogo interculturale.

Beh... il viaggio di nozze in India ci starebbe proprio bene!

Buon anno a tutti (quelli che se lo meritano).

fedelmente postato da concita | 09:58 | commenti (5) | link |


mercoledì, 26 dicembre 2007
 

"Ora sta a noi
aiutare Dio
ad essere vivo in questo mondo
"
(E. Hillesum)

Auguri: a quelli che ci credono, perchè svolgiamo davvero questa missione.

Auguri: a quelli che non ci credono, perchè possano incontrare qualcuno che gli faccia scoprire la bellezza di credere in Dio.

Auguri: a quelli che credono in Qualcun altro, perchè condividere con noi possa arricchirli (e viceversa).

Auguri: a quelli che credono in qualcos'altro, perchè smettano subito.

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venerdì, 21 dicembre 2007
 

Avere 30 anni.
E passare le ultime settimane a pensare, pensare, pensare (anzi, grazie a tutti quelli che si sono preoccupati per la mia assenza)...

Avere 30 anni.
E ritrovarsi a lavorare tanto, certi giorni troppo.
Sociologi, ricercatori, statisti, se vi serve una storia di precariato, eccola!
Con la mia "flessibilità sostenibile" manco tanto economicamente ma, "insostenibile" in certi giorni in cui da più parti risuona il "si può dare di più"...

Avere 30 anni.
E accorgersi che quello che vorresti veramente fare, lo fanno fare ad altri. E non per motivi di merito.

Avere 30 anni.
E sentirsi, per questo, un po' triste.


Avere 30 anni.
E finalmente, per la prima volta in vita mia, festeggiare con le unghie lunghe, fatte crescere faticosamente dopo anni di mordi-mordi.

Avere 30 anni.
E per fortuna la capacità di sdrammatizzare anche i miei stati d'animo più cupi.

Avere 30 anni.
E la voglia di crescere. Umanamente per imparare ad essere meno permalosa e presuntuosa. Professionalmente per imparare a gudagnare più soldi. Scherzo! (?).

Avere 30 anni.
E pure voglia di tagliare i capelli. Ma corti, dico. Un grande classico delle donne che cercano cambiamenti. E si accontentano di quelli esteriori.

Avere 30 anni.
E amare! Ed essere amata. E' anche la prima volta che festeggio con un "fidanzato vero", da quando ho 16 anni. Per gli amanti dei numeri, la seconda in tutta la vita. "Era ora", direbbe qualcuno. "Purtroppo" direbbero altri. "Meno male" dice mia madre. "Ma che scrivi?!?", starà pensando Gl.

Avere 30 anni.
E la voglia di sposarmi! Ormai l'ho detto anche in diretta tv su RaiUno. Non al "Treno dei desideri", come verrebbe da pensare, ma ad  "A Sua Immagine", in una mattinata (l'8 dicembre scorso), che ho coperto un buco last minute per "dovere aziendale"  e dovevo dire qualcosa contro l'amore "usa e getta".

Avere 30 anni.
Domani...

fedelmente postato da concita | 08:26 | commenti (6) | link |


martedì, 04 dicembre 2007
 

Un'elegante ammucchiata: questa la scena di Salottolive lo scorso venerdì a Firenze con I COSI. (grazie sempre a Gianni Ugolini per le foto!).


Una grande villa appartenuta alla famiglia dei Medici nel 1300, in linea d'aria sopra la zona di Ponte Vecchio, ha accolto il nuovo appuntamento.
Sfidando lo sciopero dei treni e varie&eventuali, c'ero anch'io, per fare gli onori di casa/intervistare e fare pr.
Le atmosfere vintage del trio milanese (ma tutti originari del sud, tra Puglia e Sicilia), ben si addicevano alla cornice (anzi, alle cornici che impreziosivano i quadri giganti).
A dire il vero, sembrava di essere in un museo. Tant'è che Marco Cosma Carusino, Sagoma lo è davvero in quanto membro della band di Morgan...(nella foto i 3 Cosi, con me vicino a Paola Iafelice dello staff di Salottolive e a ds una fotgrafa presenza fissa dei ns Salottilive).

E quando si è ballato sulle loro note molto Anni Sessanta, sembrava proprio di stare in una di quelle serate da "Sapore di sale" con le feste fatte a casa degli amici.

... "Sicchè" con tutte 'ste trasferte fiorentine, comincio ad assorbirne anche alcune espressioni e mi ritrovo spesso in bocca un "sicchè" o un "dare noia".

Intanto siamo entrati a dicembre... E, tra poco, saranno 30!
Vorrei fare bilanci complessivi, fermarmi a pensare chi sono/dove vado, ma al momento sono più presa dal mettere in fila le novità dell'ultimo anno.
E Gl, tu sei in cima!

 

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mercoledì, 28 novembre 2007
 

Quasi quasi un Salottolive lo organizzo alla sede dei Vigili Urbani...

Magari la prossima volta chiudono un occhio e pure il blocchetto delle multe.
Sì, ci risiamo: un'altra multa per divieto di sosta. Altri 36 euro elargiti con involontaria benevolenza alle casse comunali.

Che poi, nella settimana in cui il Comandante dei Vigili Urbani di Roma è stato rimosso perché sorpreso a parcheggiare in zona pedonale con un pass per disabili scaduto intestato alla madre della sua compagna.... Vien proprio voglia di fargli ingoiare quel fogliettino stropicciato che stava sul mio parabrezza. 

Il permesso, sosteneva qualche giorno fa Il Messaggero che ha fatto lo scoop,  è stato rilasciato dal Comune di Roma con n. 69221R, ma non è valido perché ci sarebbe la denuncia di smarrimento della legittima intestataria e comunque non riporta la targa dell'auto del comandante dei vigili.

Catanzaro si è scusato dicendo che in macchina aveva quello giusto. Certo, però, andare a cena con la fidanzata a Via della Croce, in pieno centro, non è proprio come accompagnare un disabile a fare una visita.

Non so se la storia faccia più ridere o piangere. Sembra una barzelletta invece è tutto tristemente vero.
Compreso la mia ennesima multa (scusate se torno sull'argomento).

La cosa, ovviamente, ha scatenato un sacco di furie. Cittadini, assessori, sindaco e chi sindaco ci voleva diventare.
Peccato che non venga sempre applicata una così tempestiva punizione quando a sbagliare sono altri capi (al mio paese si chiamerebbero proprio cap'i 'mbrella).

ps. Vigili, adesso che ho difeso la categoria, potreste anche avere più clemenza... Magari riservandomi un posto libero - e, possibolmente, senza strisce blu - quando vengo in zona San Pietro.

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domenica, 25 novembre 2007
 

Basteranno le mie espressioni estasiate per raccontare Salottolive di venerdì sera?
Io devo aver avuto questa espressione con sorrisoa32denti per tutta la sera...

... e ilTG1 (sopra Cinzia Fiorato e un operatore) ne darà testimonianza l'11 dicembre alle 8 in una nuova rubrica su "Miti di oggi".
Sì, ormai salottolive è un mito!

La testa bionda che spunta da un lato ( e si intravede nella foto sopra) è l'infaticabile Gl, tanto bello quanto puzzolente di pecorino. Ne avrà affettate 5/6 forme: una delle attrazioni più gustose della serata (modestia a parte, è stata una mia idea. Miele&marmellate dolci e salate hanno fatto il resto. Io c'ho messo la testa e C.H. che ringrazierò all'infinito, c'ha messo la sostanza!).

Lo amo (Gl, no il pecorino) perchè ha fatto tutto dietro le quinte e con grande spirito di iniziativa. Lo amo per un sacco di altri motivi... Forse pensavo a questo nella foto a destra!

A proposito di iniziativa, grazie anche a Cosas Preziosas e le cosepreziose sarde, un angolo di salotto tutto da gustare.

E poi c'è Chris Wyatt Scott, di cui sentirete parlare molto: un vero talento che Salottolive si sta allevando con cura.

Ma la magia della serata (e che sia andata benone non me lo dico da sola, ma davvero continuo a riceve msg di apprezzamento), è stata data dalle canzoni di Pier Cortese.

Tenero, sincero, addirittura commosso (e ha commosso tutti quando si è commosso lui). "Si tratta di una situazione tremendamente interessante - mi ha risposto quando gli ho chiesto, presentandolo, cosa ne pensasse di Salottolive- le canzoni vengono scritte nei salotti e nelle stanze e questo sistema permette di riportarle alla loro dimensione originale".

Un' esibizione intima, raccolta, molto partecipata. Quell'angolo di intimità di casa di Ale, diventato un singolare palcoscenico carico di Emozioni, come quelle che ci ha lasciato proprio cantando il successo di Battisti.

La soddisfazione più grande è aver messo insieme gente diversa. Ci sono quelli che frequentano certi posti e altri che ne frequentano altri. Invece un salotto di casa mette tutti d'accordo.
E' anche questo uno dei motivi della familiarità che si crea e la voglia di socializzare... beh, forse quella è data più dal vino!

ps. Per le foto, grazie a Gianni Ugolini, che c'è venuto apposta da Firenze!

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martedì, 20 novembre 2007
 

Non c'è solo lo sgardo magnetico di Raiz - Rino, come si presenta agli amici -  che rimane del Salottolive dell'altra sera (ma Gl, amore mio, i tuoi occhioni blu sono ineguagliabili!).

Non c'è solo il carisma, la sua presenza sanguigna, il suo dialetto verace, la sua voce avvolgente e il suo racconto d'amore nella Spagna dell'anno 1000 (un recital in anteprima per noi).

Non c'è solo Diana Winter, chanteuse moderna (nata e cresciuta tra Londra, Vienna e Firenze) che mixa con sapienza soul, jazz, folk e pop e che ha aperto Raiz e meriterebbe un "salotto" tutto suo.

Non c'è solo la tenuta che ci ha ospitato: ogni angolo di non so quante centinaia di metri quadrati tra camere e giardino intriso di arte.

Non c'è solo la soddisfazione di una serata ben riuscita.

.... Ci sono anche le foto!

 

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domenica, 18 novembre 2007
 

Se stasera sono qui...

...E' perché  vo a presentare...

Mi aspetta un' altra trasferta fiorentina per una delle serate più attese di Salottolive.
Sempre più  entusiasta di questo progetto, soprattutto ora che arriva anche a Roma...

E in  questi frenetici giorni, divisa tra i vari lavori ( e le varie location), la parentesi musicale che ogni tanto mi concendo é quella più desiderata.
Beh, poi nella lista dei miei desideri ci sono un sacco di altre cose.

Tu chiamala, se vuoi,